Codice Etico

Premesse e destinatari

La C.E.A.R. recepisce quanto disposto dal D.Lgs 231/01 e s.m.i. che ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico la responsabilità di tipo amministrativo in capo alla società, qualora vengano commessi reati nel suo interesse o a suo vantaggio. Il D.Lgs. 231/01 e s.m.i. prevede un sistema sanzionatorio particolarmente rigoroso contro le Società condannate e prevede inoltre che il Codice Etico, gestito all'interno di un effettivo modello di organizzazione, gestione e controllo, possa assumere una forza di protezione a beneficio della società stessa.

Il presente Codice Etico è parte integrante del modello organizzativo rappresentato dal Sistema Gestione Qualità e Responsabilità Amministrativa (Manuale Integrato) vigente in azienda e redatto in conformità alla norma internazionale UNI EN ISO 9001:2008 e al D.Lgs. 231/01 e s.m.i. In particolare il modello organizzativo e di funzionamento degli enti (operatori) che erogano servizi di formazione e al lavoro deve essere formalmente orientato all'eticità e alla prevenzione di condotte illecite ed irresponsabili.

Il Codice Etico costituisce invece un documento ufficiale, approvato dai vertici aziendali, recante l'insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità dell'azienda verso i destinatari del Codice Etico; per destinatari s'intendono tutti coloro sono "portatori d'interesse" ovvero tutti gli esponenti aziendali, senza eccezione alcuna, e tutti coloro (Pubblica Amministrazione, associazioni e comunità locale, fornitori, ecc.) che, direttamente o indirettamente, stabilmente o temporaneamente, instaurano relazioni o rapporti con l'azienda in questione, con fine ultimo quello di perseguirne gli obiettivi.

Soprattutto ogni dipendente aziendale o collaboratore esterno è tenuto al rispetto del presente Codice Etico e ha quindi l'onere di conoscere i principi e le norme riportati, astenendosi da comportamenti contrari, rivolgendosi ai superiori per chiarimenti ed eventuali denunce, collaborando con le strutture deputate a verificare tali violazioni e non celando alle controparti l'esistenza del codice in questione.

Coloro che occupano posizioni di responsabilità sono tenuti ad essere d'esempio per i propri dipendenti, a indirizzarli all'osservanza del Codice Etico e a favorire il rispetto delle norme. In particolare, gli amministratori sono tenuti a osservarlo nel proporre e realizzare i progetti, le azioni e gli investimenti della società e nel fissare gli obiettivi aziendali.

La violazione del Presente Codice altera il rapporto fiduciario tra azienda ed esponente aziendale che l'ha posto in essere; tale violazione è da ritenersi parte integrante delle obbligazioni di tutti i dipendenti ai sensi dell'art. 2104 del Codice Civile Italiano. La CEAR Formazione s'impegna a mantenere aggiornato il Codice Etico, al fine di adeguarlo all'evoluzione della Società e delle normative.

Principi e norme

Per la società, l'etica nella conduzione degli affari è condizione per il successo e lo strumento per la promozione della propria immagine, elemento quest'ultimo che rappresenta un valore primario ed essenziale per la società stessa.

La società opera avendo come presupposto il rispetto di ogni norma di legge e adottando una condotta eticamente corretta ed equa; tale requisito è richiesto a tutti gli esponenti aziendali e a tutti coloro che, a qualsiasi titolo, operino per la Società, anche in maniera occasionale. Vengono quindi definite le seguenti regole operative.

  1. Ciascun esponente aziendale, nello svolgimento delle proprie mansioni, deve rispettare i principi di buona fede, trasparenza, fedeltà e lealtà, nei confronti sia dei colleghi, sia dei terzi con cui viene in rapporto.
  2. Nessun esponente aziendale deve offrire denaro, beni, servizi o benefici di qualsiasi genere, né in nome o per conto della società, né a titolo personale, a dipendenti di persone, società o enti, né a persone da questi ultimi utilizzate, allo scopo di indurre, remunerare, impedire o comunque influenzare qualsiasi atto o fatto nell'interesse della società.
  3. Nessun esponente aziendale può accettare denaro, beni, servizi di qualsiasi genere da fornitori e clienti, in connessione con la sua mansione, con la sua persona o comunque con l'attività della società.
  4. Quanto sopra stabilito ai punti 2 e 3 vale nei rapporti con persone, società o enti tanto privati quanto pubblici, sia in Italia sia all'estero.
  5. In deroga a quanto stabilito ai punti 2 e 3, sono ammessi piccoli regali o cortesie, purché conformi agli usi locali e non vietati dalla legge. Tali deroghe devono essere ammesse espressamente dall'Organismo di Vigilanza.
  6. Nessun esponente aziendale è autorizzato ad erogare per conto della società alcun finanziamento o contributo a partiti, organizzazioni o candidati politici, salvo che venga autorizzato.
  7. In esecuzione dei doveri di lealtà e fedeltà che caratterizzano la condotta aziendale nella sua interezza, ciascun esponente aziendale deve astenersi dallo svolgere qualsiasi attività o dal perseguire interessi comunque in conflitto con quelli della CEAR Formazione.
  8. Ciascun esponente aziendale deve astenersi dal divulgare o utilizzare a profitto proprio o di terzi, qualsiasi notizia o informazione riservata attinente alle attività aziendali, dato essere la riservatezza un fondamentale asset nei confronti del cliente.
  9. Le attività vietate ai punti precedenti non possono essere perseguite neppure in forma indiretta; è inoltre vietata ogni attività che sotto altra veste abbia le stesse finalità vietate ai punti 2, 3, 6, 7 e 8.
  10. Ciascun esponente aziendale che riceve richieste oppure venga a conoscenza di fatti contrari ai divieti dei punti 2, 3, 6, 7, e 8 deve immediatamente informare il vertice operativo della società in cui esercita la propria attività o l'Organismo di Vigilanza.
  11. Gli esponenti aziendali non possono porre in essere, collaborare o dare causa alla realizzazione di comportamenti vietati dalle norme di legge, ed in particolare tali da integrare le fattispecie di reato previste dall'Art 25, Art 25 bis, Art 25 ter, Art 25 quater, Art 25 quinquies, Art 25 sexies, Art 25 septies, Art 25 octies. Art. 25 novies del D.Lgs 231/01 e s.m.i. Gli esponenti aziendali non possono porre in essere, collaborare o dare causa alla realizzazione di comportamenti che, sebbene non costituiscano di per sé fattispecie di reati rientranti tra quelli sopra indicati, possano potenzialmente diventarlo, ovvero comportamenti che possano favorire la commissione dei predetti reati.
  12. Nello svolgimento dell'attività gli esponenti aziendali devono evitare qualsiasi situazione di conflitto d'interesse o qualsiasi attività in cui si persegua un interesse diverso da quello della CEAR Formazione o attraverso la quale l'esponente aziendale si avvantaggi personalmente, per suo conto o per conto terzi, di opportunità di affari dell'impresa. Chiunque ritenga di trovarsi in una situazione di conflitto tra il proprio interesse personale, per suo conto o per conto terzi, e gli interessi della società in questione, deve darne comunicazione immediata al vertice operativo della società in cui esercita la propria attività o all'Organismo di Vigilanza, restando valide le norme specifiche previste dal Codice Civile.
  13. Gli esponenti aziendali e le altre persone o entità con possibilità oggettiva di influenzare le scelte aziendali, devono evitare di strumentalizzare la propria posizione per condizionare decisioni a proprio favore o a favore di parenti, amici o conoscenti per fini prettamente personali di qualunque natura essi siano.

Comunicazione e diffusione del Codice Etico

La C.E.A.R. s'impegna a favorire e garantire adeguata conoscenza del Codice Etico e a divulgarlo, con tutti i mezzi ritenuti più opportuni presso i soggetti interessati, mediante apposite ad adeguate attività di comunicazione e/o pubblicazione sul sito ufficiale della Società.

Affinché chiunque possa uniformare i suoi comportamenti a quelli descritti, si assicura un adeguato programma di formazione e una continua sensibilizzazione dei valori e delle norme etiche contenute nel presente Codice Etico.

Organismo di vigilanza

La C.E.A.R. s'impegnerà a rispettare e a far rispettare le norme anche e soprattutto attraverso l'istituzione di un Organismo di Vigilanza (OdV); la costituzione di tale Organismo, ai sensi del D.Lgs. 231/01 (art. 6, comma 1, lett. a e b) e s.m.i., è presupposto inderogabile per il carattere di "esimente della responsabilità" attribuito al modello stesso dall'applicazione del decreto.

L'OdV deve avere come requisiti principali l'autonomia e indipendenza, la professionalità e la continuità d'azione. A tale organismo saranno demandati i compiti di vigilanza e monitoraggio in materia di attuazione del Codice Etico, occupandosi in particolare di:

  • monitorare costantemente l'applicazione del Codice Etico, anche attraverso l'accoglimento delle eventuali segnalazioni e suggerimenti;
  • segnalare eventuali violazioni di significativa rilevanza;
  • esprimere pareri vincolanti in merito all'eventuale revisione del Codice Etico o delle più rilevanti politiche e procedure aziendali, allo scopo di garantirne la coerenza con il Codice stesso.

Segnalazione delle violazioni

La CEAR Formazione provvederà a stabilire canali adeguati di comunicazione attraverso i quali i soggetti interessati potranno rivolgere per iscritto le proprie segnalazioni in merito alla violazione o sospetto di violazione del Codice Etico.

In particolare si rende disponibile sul sito l'account dove far prevenire le eventuali segnalazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L'Organismo di Vigilanza preposto provvederà a un'analisi della segnalazione ed agirà in modo tale da tutelare il soggetto contro qualsiasi tipo di ritorsione. In caso di accertata violazione, l'Organismo di Vigilanza definirà i provvedimenti da adottare secondo le normative in vigore e secondo il sistema disciplinare adottato dall'azienda.

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